22/07/11

Lavorare per i soldi



Image: renjith krishnan / FreeDigitalPhotos.net

Perchè, vuoi continuare a lavorare per soldi?

Perchè pensi solo hai soldi?

Perchè scambi le ore del tuo tempo per soldi?

La risposta a queste domande, sembra scontata.

Lavoro, per tirare a campare, i soldi mi servono per questo.

Quindi tu per mangiare, passi 8 ore o più al giorno per 40 anni, negli anni più belli della tua vita, a lavorare per i soldi, potresti dedicare questi anni a divertirti, perchè lavorare per soldi.

Ma ho una famiglia da mantenere e poi se non lavoro per guadagnare qualcosa, come mangio, vado a rubare?

Stai sbagliando, devi lavorare perchè ti diverti e non per soldi, se lo fai per soldi, bruci gli anni più belli della tua vita a rincorrerli.

Si perchè i soldi, non bastano mai, inizi a lavorare per soldi a 15 anni e paghi le tasse allo stato “attenzione, non stò dicendo che non devi farlo, in un mondo civile dev’esserci uno stato che funziona e che dev’essere finanziato dai cittadini”, poi paghi la banca, per il mutuo che ti ha concesso per acquistare la prima casa, o il prestito per l’auto e continui per 20-30 anni a pagare.

Quando hai finito di pagare il mutuo, non hai un soldo da parte, sei vecchio e stanco, hai una casa, che dopo 30 anni, ha bisogno di manutenzione e tu con i miseri soldi della pensione, devi stringere ancora di più la cinghia.

Hai passato una bella vita?

Credo proprio che la maggior parte delle persone risponda no a questa domanda.

Ma almeno sei soddisfatto/a, di tutto questo, hai lasciato un’eredità ai tuoi figli, o delle spese?

Allora, è meglio, chi lavora e non risparmia nulla?

Vive in casa d’affitto e paga.

Si diverte e paga.

Lavora 40 anni lo stesso per soldi, ma almeno si gode la vita!!!!

Sarà proprio così? continua........

18/07/11

Mentalità



Image: jscreationzs / FreeDigitalPhotos.net

Da www.viaggionelweb.com


Ogni cosa che facciamo, è una questione di mentalità, perchè escludere a priori una cosa con un "non lo sò fare", solo perchè non la si conosce?

Tutti noi, possiamo imparare a fare tutto, se abbiamo la giusta mentalità, la mente umana, si adatta a tutte le situazioni, lo dice uno che nella propria vita, ha fatto di tutto e continua ad imparare ed assimilare.

Qualsiasi persona, che si metta a leggere un libro alla settimana, su qualsiasi argomento, dopo 3 mesi di lettura, ne sà più del 50% degli altri, dopo 6 mesi, più del 66% e dopo un anno di lettura più del 99% di chi non ha mai letto alcun libro sull'argomento, per cui con l'impegno e la voglia di imparare si possono raggiungere notevoli traguardi, in tutti i campi.

Se vai in palestra per farti crescere i muscoli, con un allenamento costante, dopo qualche mese di pratica, otterrai dei risultati, se molli tutto, i tuoi sforzi risulteranno vani.

Ricorda, puoi perdere il lavoro, i soldi, tutto, ma non quello che hai imparato, perchè puoi ricominciare, al contrario se non impari a fare nulla, sei in balia degli eventi, non controlli la tua vita, saranno gli altri a farlo.

Ho incontrato persone, che avevano perso il lavoro, disperarsi ed altre, rimboccarsi le maniche e cercarselo, sono stato sindacalista per un decennio e sò bene quanto sia difficile trovare un lavoro decente in momenti di crisi come questi e per molti, è ancora più difficile, perchè non sanno fare nulla se non lavorare come dipendenti ed eseguire mansioni difficilmente ripetibili fuori da una fabbrica.

Molte volte, incontro persone, che mi chiedono consigli su come trovare lavoro e quando gli dico che trovare lavoro, è questione di mentalità, quasi tutti mi rispondono, che per me è facile parlare, perchè io il lavoro ce l'ho, allora, replico: "ma tu hai tempo per trovartelo, se io studio per creare business e ho già un lavoro, tu dovresti già avere un business".

Questo blog, lo fatto io, è frutto dei miei studi, nonostante il poco tempo che vi dedico, ho generato un business pubblicitario automatico con google adsense, non sono molti soldi, ma il mio tempo è limitato e se l'ho fatto io, che vi dedico poche ore al giorno, cosa può fare una persona che non ha un lavoro e quindi parecchi tempo libero?
Ti garantisco che con un blog, si possono fare parecchi soldi, per la maggior parte in automatico e mentre un business, funziona da solo, se ne può creare un secondo, poi un terzo e così via.
Certo che se stai li, a piangerti addosso, perchè hai perso il lavoro o guardi la televisione tutto il giorno, oppure giri senza una meta, sempre a lamentarti, non concludi nulla di buono e lo sconforto aumenta, perchè è difficile che qualcuno ti venga a cercare, per offrirti un lavoro, se non sai fare nulla.

Psicologicamente, è frustrante, essere in mezzo ad una strada senza lavoro, questo lo capisco e se mentalmente, non si è sereni, è difficile riuscire a realizzare qualcosa.

Poi, ci sono anche le persone, che non vogliono cambiare, hanno perso il lavoro e pretendono che qualcuno gliene dia un altro, perchè hanno sempre pagato le tasse e gli spetta di diritto.
  • Se hai perso il lavoro e non cambi mentalità, difficilmente lavorerai "la fuori non c'è niente".
  • Se hai perso il lavoro, ma ti apri alle novità, hai un'opportunità unica, "lavorare sul web"

Facciamo un semplice calcolo matematico:

Se apro un blog gratuitamente ed inserisco la pubblicità contestuale di google adsense, con 1000 visitatori al mese, i ricavi possono andare da 30 euro a 100 euro al mese, se i visitatori aumentano a 2000, i ricavi saranno doppi, "da 60 euro a 200 euro", se sono 3000, "da 120 euro a 400 euro" al mese e così via.

Ma anche se i visitatori, rimangono 1000, aprendo diversi blog, posso raggiungere gli stessi risultati, ad esempio se ne ho 10, con 1000 visitatori al mese ognuno, posso guadagnare 300-1000 euro al mese, se riesco ad aumentare le visite ai miei blog, potrei guadagnare un bello stipendio, tutti i mesi.

Attenzione, i calcoli hanno molte variabili e quindi sono solo indicativi.

Tutto questo, solo con la pubblicità contestuale di google adsense, ma con un blog vi sono molte possibilità di guadagno, puoi vendere spazi pubblicitari a singoli inserzionisti, per esempio se vai quì, dopo aver eseguito l'iscrizione, l'inserzionista valuta se pagarti per inserire un banner pubblicitario sul tuo blog, questo dipende sopratutto, dalle visite mensili, più sono e meglio è, se hai molte visite, stai certo che troverai un mucchio di inserzionisti, disposti a pagarti per la pubblicità e questo è un altro business.

Puoi creare, un'area riservata all'interno del blog e farvi accedere le persone a pagamento, per visionare articoli più interessanti, o scaricare programmi, che aggiornerai costantemente.

Puoi vendere prodotti fisici, promuovendoli sul tuo blog, "facendo recensioni" ed inserendo il link di collegamento all'interno dei tuoi post, che rimanda al sito del venditore, in questo caso se qualcuno acquista, guadagni una percentuale sulla vendita dei prodotti, un servizio molto valido, che utilizzo anch'io, è tradedouble, ci sono centinaia di aziende che puoi promuovere, esegui l'iscrizione e inizia a farlo.

Puoi promuovere e vendere prodotti tuoi, anche di artigianato, in questo caso, li gestisci tu, dalla ricezione del pagamento, che può essere eseguita tramite paypal, al contatto diretto con il cliente e la spedizione del prodotto.

Puoi vendere , materiale in dropship, cioè senza avere un magazzino, il sistema funziona così:
  1. Promuovi il prodotto fisico da vendere.
  2. Ricevi l'ordine d'acquisto dal cliente.
  3. Ricevi il pagamento dal cliente.
  4. Invii l'ordine d'acquisto al grossista, che lavora in dropship, pagando il prodotto all'ingrosso.
  5. Il grssista spedisce il prodotto al tuo cliente, in modo anonimo, come se fossi tu.
Questi business, sono solo alcuni di quelli che si possono fare con un blog.

Come vedi, trovare lavoro, è solo una questione di mentalità.
Se nella vita, continui a fare le stesse cose, otterrai sempre gli stessi risultati.
Per avere risultati diversi, devi pensare in modo diverso.

Cosa ne pensi?

Alla prossima e commenta l'articolo per primo.

12/07/11

tutti possono arricchirsi

Image: dream designs / FreeDigitalPhotos.net


Nel libro “Padre ricco, Padre povero“, Kiyosaki, scrive che essere ricchi, è una scelta di vita.

Si sceglie di non lavorare per il denaro e si fà in modo che il denaro lavori per noi.

Quali sono le differenze tra i ricchi ed i poveri.
Il ricco, non lavora per il denaro, si attiva affinch’è esso lavori per lui.
Il povero, ha paura di perdere il denaro, quindi non rischia, lo accumula e continua a lavorare per esso.
Il ricco, paga prima se stesso, poi gli altri, è egoista?
No!, Semplicemente, la legge gli consente di farlo, un imprenditore, usa gli utili della sua impresa, per acquistare attivi, “società o servizi che generano soldi” e questo lo fà, prima di pagare le tasse allo stato,.
Quindi, paga meno soldi allo stato, reinvestendo “i guadagni”, gli utili in altre società, che a loro volta, generano altri utili, di quì il detto “soldo fà soldo“.
Il povero, che lavora come dipendente, paga le tasse alla fonte, prima di ricevere i soldi, che sono al netto, quando acquista qualcosa, lo fà con soldi suoi.
Questa è la corsa del topo, dice Kiyosaki, bisogna imparare l’ABC finanziario, per arricchirsi, altrimenti chi si arricchisce, è lo stato e più si guadagna, come dipendenti, più lo stato si arricchisce, perchè, salgono le aliquote e si pagano più tasse.
La maggior parte dei piccoli artigiani, pur non essendo lavoratori dipendenti, non si arricchisce, perchè non reinveste gli utili in società che generano profitto e pagano anche loro lo stato, prima di pagare se stessi.
Bisogna capire bene questo concetto, io che sono stato sindacalista per un decennio, sò bene che funziona così, se non reinvesti gli utili in continuazione, non puoi arricchirti, ma arricchisci solo lo stato.
Non fraintendetemi, non è facile lavorare in proprio, specie in momenti di crisi come questi e la prima cosa, quando si ha un’attività in proprio è l’acquisizione clienti, tanti clienti, altrimenti si rischia di chiudere l’azienda, o il laboratorio.
Bisogna però distinguere, tra spese vive e utili da reinvestire, prima che lo stato ci metta le mani.
Le spese vive, sono tutti i servizi che utilizziamo, “macchinari, computer, auto, furgone, dipendenti, ecc…“, che vanno scalati dal guadagno lordo di un’impresa, l’utile così ricavato, è l’imponibile su cui si pagano le tasse, in base all’aliquota di riferimento, di ognuno, che può andare dal 23% al 43%, a seconda del reddito, conviene quindi reinvestire, la maggior parte del denaro, che l’erario ci metta le mani.
Bisogna farlo però, in modo intelligente, acquistando attività, non passività, altrimenti dovremo pagarci le tasse ugualmente.
Se una persona, impara questi concetti, non può non arricchirsi, sempre che ci sia il lavoro, ma se il lavoro non c’è, anche un lavoratore dipendente rischia.
Parlerò di questo, più approfonditamente in seguito.
Alla prossima.
www.viaggionelweb.com

03/07/11

La vita è adesso




Dal blog, di Carlo D’Angiò uno dei migliori blogger professionisti Italiani.
Scelte di vita.

Un’articolo, che condivido profondamente, di cui ne parlo nei miei post precedenti, vedi convinzioni

Sembra un filone noioso. Ma non lo è. Perché la ricchezza e il benessere – ci si creda o no – sono strettamente legati al nostro modo di vedere il mondo e di interpretare noi stessi all’interno di esso.

Per intenderci, pensiamo alla scuola in tutti i suoi gradi, dalla materna all’università. Che cosa ci viene insegnato più di tutto? Le poesie? La storia di Roma (che è affascinantissima)? Il sommo poeta e la Divina Commedia?

No. Niente di tutto questo è all’apice della didattica del sistema. Ciò che primeggia invece è l’omologazione tecnica e di pensiero. Dobbiamo essere sufficientemente preparati in tutte le discipline. E lo dobbiamo essere tutti. Non importa se il tuo talento per la matematica sia impressionante o se la tua indole per il disegno possa far pensare a un vero genio dei fumetti. Se non hai la sufficienza in tutte le materie il sistema ti boccia. Punto e basta.

Si premia la sufficienza a scapito dell’eccellenza.

Allora noi dobbiamo capire se nella vita possa bastare una buona pagella a realizzare i nostri sogni, se il teorema di Pitagora ci fa avere una casa e se il ricordo de “Il sabato del villaggio” possa procurarci un lavoro e l’indipendenza economica.

Sia chiaro, non intendo sminuire il valore della cultura. Al contrario, sono un convinto sostenitore della formazione continua e della crescita personale. Se gli uomini leggessero di più, invece di stare davanti al televisore, forse avremmo una società migliore.

Il problema non è leggere e imparare. Il problema è leggere e imparare in funzione di un ruolo previsto dal sistema. È leggere e imparare per diventare un ingranaggio, parte di un processo produttivo dove ciascuno è sostituibile dal soggetto più giovane, più disponibile, più accondiscendente.

Il problema è dunque l’omologazione, ciò che appiattisce le personalità e i talenti, perché diventa più facile avere il controllo dei processi e della società. I laureati che protestano per avere un posto sicuro sono la dimostrazione pratica di come il talento possa essere manipolato a vantaggio del sistema.

Le persone vedono il mondo attraverso la busta paga. Chiedono sicurezza. Si accontentano di 20.000 all’anno. L’importante è che siano garantiti dal contratto. Ma questo non è naturale. Perché ci dovrebbe essere un imprenditore che rischia per dare stabilità al reddito di altri? Perché questo schema del lavoro viene reclamato a suon di proteste e scioperi generali?

Non sarebbe forse meglio focalizzarsi sui propri talenti e assumersi le proprie responsabilità?

Qualche anno fa poteva apparire un provocazione pesante. Ma oggi ci sono gli strumenti (Internet) per valorizzare l’intraprendenza e acquisire un ruolo insostituibile nel lavoro e nella società in cui viviamo.

Il sistema in cui siamo cresciuti, con i politici e i giornalisti che parlano del niente per allontanare l’attenzione dalle questioni importanti, è al collasso. Internet ha rivoluzionato il mondo, dalle piccole alle grandi innovazioni, dalle piccole alle grandi economie. E il lavoro, più di ogni altra cosa, è il primo modello che deve essere messo in discussione.

Chi non vuole farlo, preferisce vivere nel passato. Ma la vita è adesso. E adesso è tempo di cambiare.

Il mondo stà cambiando, bisogna adattarsi al nuovo sistema, altrimenti il nuovo sistema ci taglia fuori dal mondo.

Massimo Fissore. viaggio nel web.
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